L’aragosta è un crostaceo dal sapore così intenso che il modo migliore per cucinarla è semplicemente quello di farla bollire. E’ importante ricordare che l’aragosta dovrebbe sempre essere comprata e cotta viva se si vuole che tutto il suo sapore rimanga intatto.
Per bollire l’aragosta è innanzitutto necessario legarla. Per farlo l’aragosta deve essere sdraiata sul dorso. Le antenne e le zampe devono essere ripiegato verso l’interno del corpo. Questa operazione non deve mai essere fatta direttamente con le mani se non si vuole rischiare di farsi male. E’ consigliabile utilizzare un cucchiaio oppure un mestolo meglio se di metallo. A questo punto l’aragosta deve essere legata ben stretta con dello spago da cucina. Per essere più sicuri che sia legata nel modo adeguato è possibile fare più di un giro attorno ad essa. E’ importante ricordare che la coda deve sempre rimanere fuori dallo spago.
L’aragosta così legata deve essere gettata direttamente dentro una pentola con acqua salata bollente e deve essere lasciata cuocere per circa una mezz’ora. Le aragoste di dimensioni più piccole possono essere pronte anche solo in una ventina di minuti. Finita la cottura l’aragosta deve rimanere a raffreddare sempre dentro questa pentola.
L’aragosta può a questo punto essere slegata e aperta in due metà per il verso della lunghezza. Dopo averla pulita internamente e condita con un filo di olio e un pizzico di sale l’aragosta è pronta per essere servita a tavola.
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