Errore stampa rastertoescpll fallito su mac

Installando una nuova stampante di rete su Mac è possibile che si ottenga un errore di fallimento o chiusura inaspettata di rastertoescpll (rastertoescpll failed).

La soluzione a questo problema nel 99% dei casi è nella configurazione di rete, nello specifico nella mancanza di un nome per il mac in uso.

Per risolvere andare su Preferenze di Sistema > Condivisione e compilare il primo campo in alto (se vuoto) inserendo un qualsiasi nome in rete per il mac in uso.

Dopo questa semplice modifica la stampa dovrebbe funzionare.

Buone stampe con il vostro mac!

Contributi AMVA per l’assunzione di apprendisti: quando non serve la fidejussione

Hai assunto un apprendista dopo il 30 novembre 2011? Se è così, spero che tu abbia fatto la richiesta per ottenere il contributo previsto dal Programma AMVA.

Hai ricevuto l’email con l’esito positivo e l’assegnazione del contributo? A questo punto devi procedere alla richiesta dell’accredito del contributo stesso, inviando una lettera raccomandata a Italia Lavoro Spa, entro 60 gg dalla pubblicazione della graduatoria che vede il contributo assegnato alla tua azienda:

  • Se il lavoratore è stato assunto da meno di 12 mesi, dovrai accendere una fidejussione pari al valore dell’importo del contributo assegnato e inviare a ItaliaLavoro la domanda di richiesta di contributo compilando l’Allegato 3.
  • Se il lavoratore è stato assunto da più di 12 mesi (periodo di riferimento per l’assegnazione dell’intero ammontare del contributo) e il rapporto di lavoro è ancora in corso, non dovrai accendere la fidejussione, ma dovrai inviare l’allegato 3b allegando anche l’estratto dell’ultima mensilità del Libro Unico del Lavoro da cui si evinca che il soggetto per il quale è stato richiesto il contributo è ancora alle dipendenze dell’azienda
  • Se il rapporto di lavoro di cui alla richiesta di contributo si è nel frattempo interrotto (ad es. per dimissioni del lavoratore), dovrai darne tempestiva comunicazione a Italialavoro caricando nel sistema online l’Unilav relativo alla cessazione del rapporto di lavoro. Se sono decorsi almeno 6 mesi dalla stipula del contratto, avrai diritto comunque ad un contributo, di importo ridotto (in proporzione ai mesi lavorati). In questo caso, poiché è già determinato il numero di mesi per cui hai diritto al contributo, non dovrai accendere la fidejussione e inviare solo l’allegato 3b, barrando la casella per questa opzione.

Tutti gli allegati da utilizzare per la richiesta di liquidazione del contributo sono disponibili sul sito di Italialavoro.

Sul sito di Italialavoro l’allegato 3b è disponibile in formato .pdf: abbiamo preparato per chi ne avesse bisogno l’allegato 3b in formato .docAMVA_Richiesta_Liquidazione

NOTA BENE: Si prega di controllare che il file .doc sia aggiornato e corrispondente al pdf presente e aggiornato su Italialavoro. La redazione di Guidesuinternet non si assume la responsabilità per l’utilizzo errato, per la compilazione non idonea del file, per il mancato aggiornamento del file nel caso di modifiche da parte di ItaliaLavoro dell’allegato corretto. Chi utilizzi il file si assume automaticamente la responsabilità di verificarne l’idoneità per la richiesta.

 

 

Come educare un gatto: 11 regole base da seguire

Il gatto è un animale davvero unico nel suo genere. Chiunque abbia imparato a conoscerlo saprà che è dotato di un carattere forte, che lo contraddistingue per essere un animale solitario, quindi non da branco come il cane, che sa badare benissimo a se stesso in assoluta autonomia. E’ per questo che spesso, a differenza di una cane, può rimanere più difficile educarlo a un corretto comportamento.

Qui di seguito elencheremo 11 consigli utili da seguire per educare un gatto sin dai primi mesi di vita:

  1. Parlarci: questo simpatico animale è molto sensibile alla nostra voce e soprattutto al tono. E’ bene abituarlo sin dai primi mesi al suo nome e anche a qualche vezzeggiativo affettuoso (se lo chiamate troppo spesso per nome tenderà a non darvi più retta, quindi alternate questo con dei nomignoli carini che assocerà comunque a se stesso). Il tono con cui ci parlate deve essere identico a quello che usereste per un bambino: dolce e affettuoso quando si comporta bene e fa le fusa, serio e rigido quando viene sgridato.
  2. Coinvolgerlo nelle attività domestiche:  il gatto ama essere al centro dell’attenzione, osservare quello che fate e spesso intervenire attivamente nelle vostre “faccende” (come rifare il letto), quindi lasciatelo fare e coinvolgetelo: sarà un modo per tenerlo attivo e giocarci nello stesso tempo.
  3. Salutarlo sempre: al vostro rientro a casa e quando uscite. Il gatto per il suo egocentrismo tende ad offendersi se non viene notato. E’ quindi una buona abitudine salutarlo appena si rientra anche solo chiamandolo per nome o andandolo ad accarezzare e salutarlo nella medesima maniera quando si sta per uscire. Il gatto si sentirà così considerato e soffrirà meno l’abbandono del momento.
  4. Fargli complimenti: questo animale sempre per il suo carattere ama essere coccolato soprattutto con la voce e quindi ricevendo complimenti, quando si comporta bene o quando viene a cercarvi e farvi delle fusa. Non ignoratelo mai in queste manifestazioni d’affetto: il gatto tende ad essere solitario, se viene a cercarvi è perché mosso da una volontà specifica quindi non ignoratelo altrimenti tenderà a ripagarvi con la stessa moneta!
  5. Dirgli NO: quando sbaglia e dobbiamo punirlo. E’ inutile picchiarlo o urlare perché il gatto oltre a non capire queste maniere tende a spaventarsi e successivamente a evitarvi se usate la violenza. Quando commette qualche “marachella” sgridatelo immediatamente (se passa più di qualche minuto è completamente inutile perché tende a dimenticare cosa fa) utilizzando il NO nella vostra esternazione (es. “No, questo non si fa”, “No, scendi di lì”), sempre accompagnato dal suo nome, in modo che sia cosciente che vi stiate riferendo a lui.
  6. Giocarci: il gatto quando è sveglio è un animale molto attivo e non ama giocare da solo. Vi farà capire lui quando ha voglia di giocare, quindi non dovete invogliarlo voi a questo. Ama correre ed essere rincorso quindi state al gioco. Munitevi di palline e cose rumorose da tirargli, ma attenzione: il gatto non è un cane quindi non tornerà con uno di questi in bocca, ma magari continuerà a giocarci per un pò da solo quindi non disturbatelo. Non toglietegli mai un gioco perché collegherà a voi la fine del suo divertimento associandovi a qualcosa di brutto. Il gatto è molto autonomo anche nel gioco: quando si stanca smette da solo!
  7. Comprategli un tiragraffi: quei classici alberi da gatto che si vendono nei negozi di animali. Questo farà in modo che non scambi il vostro divano come il posto per farsi le unghie. Per il gatto quest’azione è fondamentale perché è una maniera di segnare il territorio, oltre che una forma di relax quando si stira.
  8. Avere pazienza: perché questo felino, anche se dotato di un temperamento molto vivace quando gioca, è anche un animale tranquillo, dotato di grande sensibilità. Avere atteggiamenti bruschi o violenti porterà solo ad indispettirlo. Siate pazienti e spiegategli le cose: il gatto tende a recepire le vostre maniere pacate e, come un bambino che cresce in un ambiente calmo e tranquillo, anche lui sarà lo specchio dei vostri comportamenti. Come in tutte le cose, le maniere dolci sono sempre quelle che vengono premiate!
  9. Fargli le coccole ma non troppe: perché al gatto piace sì esser accarezzato, ma sempre con i dovuti modi e tempi. Nel farlo dobbiamo essere molto dolci ed evitare il fondo schiena e la coda (in quanto vicino ai genitali, non amano esser accarezzati fin lì) e dosare le giuste quantità. In realtà quando non vuol più esser toccato inizia a dare dei segnali molto evidenti: sbattendo la coda, girando la testa in direzione della mano con cui lo accarezziamo, girando le orecchie: è bene quindi, alla manifestazione di questi, smettere immediatamente, se non vogliamo esser graffiati o morsi.
  10. Lasciategli delle vie di fuga: il gatto odia e ha grande paura dei rumori forti (temporali, tuoni, fuochi d’artificio) quindi lasciategli sempre la casa aperta con dei luoghi dove potersi rifugiare. Stesso discorso quando arrivano degli sconosciuti: lui considera la vostra casa come il suo territorio e riconosce in voi gli unici componenti di questo, quindi se invitate amici lasciategli la possibilità di nascondersi e non prendetelo di forza per mostrarlo: sarà lui ad uscire quando si sentirà più tranquillo.
  11. Abituatelo ai vostri orari: specie quando deve mangiare. Fate corrispondere i suoi pasti ai vostri, per evitare che venga a elemosinare del cibo mentre siete a tavola, o ancor peggio salti su questa o che vi venga a svegliare nel cuore della notte perché affamato.
Sempre in campo di educazione felina è utile sapere anche tutte le cose che NON vanno fatte nell’addomesticare un gatto. Leggi il nostro articolo dove si approfondiscono i punti da ricordare.

 

Come educare un gatto: 6 cose da evitare assolutamente

Educare un gatto: 6 cose da evitare

In un precedente articolo si è già parlato delle regole da seguire su come educare un gatto al rispetto nostro e della nostra casa.

Adesso, invece, elencheremo 6 punti da evitare assolutamente quando ci troviamo ad addomesticarne uno:

  1. Non spaventarlo: soprattutto in caso di pericolo. Il gatto tende ad essere molto concentrato in quello che fa: se lo spaventate può scappare o incorrere in qualche pericolo. Se lo trovate a passeggiare sul cornicione del vostro balcone, non urlate o corretegli incontro con l’istinto di salvarlo: il gatto è dotato di grande equilibrio che potrebbe però interrompersi per un colpo di paura, state quindi molto attenti. Se vicino ad una fonte di pericolo, l’unico metodo sempre valido è quello di chiamarlo per nome con un tono tranquillo ed intimargli di allontanarsi, oppure avvicinarlo lentamente, dopo che abbia avvertito la vostra presenza, ed allontanarlo dolcemente dalla fonte di pericolo. Ancora un volta quindi ricordiamoci che le maniere forti non servono a nulla, anzi spesso possono portare solo a incidenti.
  2. Non prenderlo in braccio: sempre per il suo altissimo equilibrio, il gatto odia esser staccato da terra o comunque dal contatto diretto con la superficie dove sta. Il più delle volte infatti se preso in braccio tende subito a scappare: questo è il primo segnale d’insofferenza. Lasciatelo andare immediatamente, peggio se tentate di trattenerlo: collegherà in voi una persona che lo blocca, che lo intrappola contro la sua volontà e vi eviterà il più possibile. Sempre in tema di coccole, non andate voi a prenderlo per metterlo sulle vostre gambe e accarezzarlo: il gatto odia le imposizioni, sarà lui a venire quando ne avrà voglia.
  3. Non cacciatelo in malo modo: oltre a non capire tende ad offendersi molto. Il gatto, contrariamente a un cane se addomesticato,  fa fatica a capire i luoghi della casa dove non può avere accesso, per lui è tutto un suo territorio. L’unico modo per limitargli l’accesso sarà quello di chiudere una porta. Stesso discorso per il vostro letto: molti gatti amano condividere il letto con il proprio padrone, quindi se non avete piacere che questo accada basterà chiudere la porta della vostra camera, senza cacciarlo bruscamente se sorpreso a dormire o stare in un posto vietato.
  4. Non punitelo direttamente: ossia con azioni o gesti riconducibili a voi. Se lo sorprendete a fare qualcosa di sbagliato potete schizzarlo con qualche goccia d’acqua o fare un rumore strano ma sempre in maniera indiretta, quindi in modo che lui non veda che siate voi l’artefici di quel dispetto. Munitevi quindi di una piccola pistola ad acqua o producete un rumore con oggetti a lui sconosciuti: in questo modo non condurrà a voi quelle azioni.
  5. Non svegliatelo: perché proprio come per noi, odia che gli sia interrotto il sonno. Non ci sono ragioni per svegliarlo: né per accarezzarlo, né per invitarlo a mangiare, come detto più volte il gatto è autonomo quindi deciderà lui come e quando farlo.
  6. Non disturbarlo mentre mangia o mentre fa i bisogni: perché sono due azioni “sacre” in realtà per chiunque, ma il gatto in particolare tende a indurirsi molto caratterialmente se infastidito durante questi momenti e ripagarci con gesti estremi o dispetti come smettere di mangiare o fare bisogni fuori dalla lettiera.

 

 

Come perdere i chili di troppo: 10 regole d’oro per dimagrire senza riprendere peso

La perdita di peso è spesso associata all’idea di una corretta alimentazione, quindi una dieta sana ed equilibrata, che nell’ideale di molte persone spesso consiste nel ridurre drasticamente i loro pasti ad insalate o porzioni di frutta o addirittura a saltarli completamente.

Di seguito vi sveliamo 10 efficaci e semplici regole da seguire per perdere peso, rispettando la salute del vostro corpo e che contribuiranno a farvi vivere vivere meglio:

  1.  Non digiunare: questo è uno dei primi errori da non fare! Ricordiamoci che il cibo è l’energia che alimenta il nostro corpo, senza di essa ci abbandoniamo lentamente a problemi più seri come carenza di forza, di attenzione, di vitalità. Forse all’inizio riscontreremo una perdita evidente di peso, ma non illudetevi: i chili in eccesso, persi a seguito di una dieta sbagliata, saranno ripresi con la stessa velocità con cui li avete persi.
  2. Gestire gli alimenti correttamente: carboidrati e proteine sono alla base di qualunque tipo di alimentazione ossia dei vostri pasti, quindi imparate a gestirli. Prediligete l’assunzione dei carboidrati al mattino e anche pranzo: il vostro corpo fino al primo pomeriggio tende a bruciare molto di più che rispetto alla fascia serale. Imparate a scegliere le proteine con un basso contenuto calorico (yogurt magro, carni bianche, latte scremato, formaggi magri).
  3. Pesare sempre tutto: non andate mai ad occhio specie con i carboidrati. La dose consigliata per questi è di 60/80 g. da associare a circa 180/200 g. di proteine a pasto assieme a una porzione, libera, di verdure.
  4. Cucinare in modo semplice: come la piastra, o al vapore, evitando soffritti e cercano di limitare i condimenti al minimo: poco sale, poco olio, sì all’aceto e alle spezie, decisamente no a burro e margarina.
  5. Mangiare 5 volte al giorno: non limitatevi ai consueti 3 pasti principali (colazione, pranzo, cena) ma integrateli con degli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio. Questo vi aiuterà a non arrivare troppo affamati ai pasti e a mantenere un metabolismo sempre alto. Scegliete uno yogurt magro o della frutta evitando ovviamente cibi grassi o calorici (cornetti, merendine, pizza, etc.)
  6. Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno: questo non contribuirà solo all’idratazione della vostra pelle, come è chiaramente risaputo. Bere aiuta a controllare la nostra fame, soprattutto se fatto prima di un pasto. L’acqua elimina le tossine e aiuta la digestione. Contribuisce a limitare la ritenzione dei liquidi in eccesso (il ristagno di questi nei tessuti provoca quello che nelle donne viene comunemente definita cellulite: bere tanto aiuta a combatterla!).
  7. Eliminare gli zuccheri: lo zucchero è il nemico numero uno della nostra alimentazione! Oltre ad essere infatti una notevole fonte calorica, se assunto costantemente può creare dipendenza: le papille gustative a lungo andare, vengo completamente “stordite” quindi si abituano al sapore di questo richiedendone ogni volta una dose sempre maggiore. Proprio come accade con una comune droga, infatti, gli studi confermano che questo crei una forma di dipendenza costante nell’essere umano! E’ inoltre dimostrato come lo zucchero affatichi il lavoro del pancreas, il quale come risposta tende a produrre più insulina che a lungo andare porta a malattie irreversibili come il diabete. La soluzione a questa dipendenza è l’eliminazione drastica per una settimana dello zucchero dalla vostra dieta: in questo modo educherete il vostro corpo ad una iniziale disintossicazione. Dopo una settimana reintegratelo con parsimonia, se riusciste a non farlo tanto meglio. Iniziate per esempio dal caffè: questo nasce per esser amaro, ne conoscete il suo reale sapore quindi?
  8. Iniziare con lo sport: che non dev’essere solo il vostro valido alleato settimanale, ma l’inizio di ogni vostra giornata. Fare sport (una corsa, una pedalata in cyclette, una camminata veloce) per almeno 30 minuti appena svegli, e quindi a stomaco vuoto, vi farà bruciare il triplo di un qualsiasi lavoro aerobico svolto durante la giornata. Appena svegli infatti il nostro corpo essendo privo di cibo e quindi di altre riserve di “energie sane”, per sostenere l’attività aerobica, andrà a bruciare l’unica fonte di energia a disposizione nel nostro corpo: i grassi.
  9. Non pesarsi continuamente: ricordatevi che la bilancia migliore sarà il vostro specchio. Abituatevi a guardarla di meno, visto che con l’attività fisica i muscoli tendono a gonfiarsi, quindi potreste non avere un decisivo “calo” di peso sulla bilancia.
  10. Dormire il giusto: come 8 ore a notte. La perdita di sonno non è un bene per il nostro fisico, perché ci indebolisce e non ci permette di rigenerarci, ma ricordatevi che dormire troppo rallenta il metabolismo!

Educate quindi il vostro fisico ad una sana e corretta alimentazione ed associate a questa sempre dello sport, quello che più vi piace!!

s2member: bypassare il blocco di 30 minuti per troppi tentativi di login

A volte il plugin per wordpress s2member impedisce agli utenti di loggarsi a causa delle impostazioni di IP Restriction.

Sul web molti utenti condividono lo stesso IP, motivo per cui una serie di accessi non riusciti da parte di un utente potrebbe relegare fuori dall’area riservata del sito personi l’admin!

Nel caso in cui ciò accadesse si può ripulire la table degli IP ristretti via phpmyadmin eseguendo questi due comandi sql nella tabella relativa all’installazione wordpress del sito:

DELETE FROM wp_options WHERE option_name LIKE '%_transient_s2m_ipr_%'; DELETE FROM wp_options WHERE option_name LIKE '%_transient_timeout_s2m_ipr_%';

Come fare la disdetta Sky

Come fare la disdetta Sky? E’ una delle questioni più poste sul web, effettuate da utenti delusi dall’offerta del palinsesto televisivo, oppure, più semplicemente, dal prezzo dell’abbonamento.

La disdetta Sky, grazie al decreto Bersani, potrà essere effettuata anche prima della scadenza contrattuale: il pagamento, perciò, riguarderà solo il costo di gestione, e sarà di 11,44 euro (IVA inclusa).

L’utente che vuole disdire Sky dovrà corrispondere al servizio gli importi dovuti a titolo di Corrispettivo per il servizio fruito fino alla data del recesso e il rimborso dei costi dell’operatore, che equivale ai sopraccitati 11,44 euro (IVA inclusa).

Come disdire l’abbonamento Sky è facile e veloce, seguendo questa determinata procedura:

- scrivere l’apposito modulo per chi paga con RID, bollettino postale o carta di credito, seguendo i seguenti esempi:

  • RID:
OGGETTO - Disdetta Abbonamento

Il sottoscritto __________ nato a __________ il __________ – codice fiscale: __________, residente in __________ in via __________ n. __________

PREMESSO

che ha sottoscritto una richiesta di abbonamento con codesta società, codice cliente n. __________

RITENUTO

di non voler più usufruire di tale servizio e dare formale disdetta del contratto di abbonamento di cui all’oggetto;

VISTO

il Decreto Bersani (Decreto Legge n. 7 del 31/01/07 – Gazzetta Ufficiale n. 26 del 01/02/2007), convertito in Legge n. 40 del 02/04/2007 – Gazzetta Ufficiale n. 77 del 02/04/2007

COMUNICA

di voler recedere dal contratto di abbonamento sopra citato con codesta società SKY, con effetto immediato e comunque entro e non oltre trenta giorni dalla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. L’istituto cassiere è pertanto autorizzato a provvedere al pagamento di SKY sino al mese successivo alla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento e non oltre tale mese, ritenendo pertanto estinto ogni rapporto con il pagamento della Vs fattura relativa al mese successivo alla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

PRECISA

inoltre che, qualora la mia attuale SMART CARD dovesse essere da Voi disabilitata prima della fine del mese successivo alla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, la disdetta si intenderà tacitamente operante dalla data della disabilitazione medesima, con conseguente cessazione dei pagamenti, senza necessità di ulteriore comunicazione da parte mia.

Alla presente si allega fotocopia del documento di identità.

Distinti saluti
__________ lì __________

Firma
__________

  • Bollettino postale:
OGGETTO – Disdetta Abbonamento

Il sottoscritto __________ nato a __________ il __________ – codice fiscale: __________, residente in __________ in via __________ n. __________

PREMESSO

che ha sottoscritto una richiesta di abbonamento con codesta società, codice cliente n. __________

RITENUTO

di non voler più usufruire di tale servizio e dare formale disdetta del contratto di abbonamento di cui all’oggetto;

VISTO

il Decreto Bersani (Decreto Legge n. 7 del 31/01/07 – Gazzetta Ufficiale n. 26 del 01/02/2007), convertito in Legge n. 40 del 02/04/2007 – Gazzetta Ufficiale n. 77 del 02/04/2007

COMUNICA

di voler recedere dal contratto di abbonamento sopra citato con codesta società SKY, con effetto immediato e comunque entro e non oltre trenta giorni dalla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Ritenendo pertanto estinto ogni rapporto con il pagamento della Vs fattura relativa al mese successivo alla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

PRECISA

inoltre che, qualora la mia attuale SMART CARD dovesse essere da Voi disabilitata prima della fine del mese successivo alla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, la disdetta si intenderà tacitamente operante dalla data della disabilitazione medesima, con conseguente cessazione dei pagamenti, senza necessità di ulteriore comunicazione da parte mia.

Alla presente si allega fotocopia del documento di identità.

Distinti saluti
__________ lì __________

Firma
__________

  • Carta di credito:
OGGETTO – Disdetta Abbonamento

Il sottoscritto [nome e cognome] nato a [luogo di nascita] il [data di nascita] – codice fiscale: [numero C.F.], residente in [comune di residenza] in [indirizzo] n. [numero civico]

PREMESSO

che ha sottoscritto una richiesta di abbonamento con codesta società, codice cliente n. [n. codice cliente]

RITENUTO

di non voler più usufruire di tale servizio e dare formale disdetta del contratto di abbonamento di cui all’oggetto;

VISTO

il Decreto Bersani (Decreto Legge n. 7 del 31/01/07 – Gazzetta Ufficiale n. 26 del 01/02/2007), convertito in Legge n. 40 del 02/04/2007 – Gazzetta Ufficiale n. 77 del 02/04/2007

COMUNICA

di voler recedere dal contratto di abbonamento sopra citato con codesta società SKY, con effetto immediato e comunque entro e non oltre trenta giorni dalla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. L’azienda della Carta di Credito è pertanto autorizzata a provvedere al pagamento di SKY sino al mese successivo alla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento e non oltre tale mese, ritenendo pertanto estinto ogni rapporto con il pagamento della Vs fattura relativa al mese successivo alla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

PRECISA

inoltre che, qualora la mia attuale SMART CARD dovesse essere da Voi disabilitata prima della fine del mese successivo alla data di ricezione di questa comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, la disdetta si intenderà tacitamente operante dalla data della disabilitazione medesima, con conseguente cessazione dei pagamenti, senza necessità di ulteriore comunicazione da parte mia.

Alla presente si allega fotocopia del documento di identità.

Distinti saluti
[luogo] li [data]

Firma

- Inviare il tutto al seguente indirizzo:

Sky Italia

Servizio Clienti Sky

Casella Postale 13057

20137 Milano

- Inviare anticipatamente via fax al numero 02/7610107, allegando copia della richiesta di abbonamento e fotocopia del documento di identità.

Nota bene: nel campo relativo al mese, dovrai inserire il mese successivo rispetto a quello d’invio. 

Entro 1 mese dalla cessazione del contratto, dovrai inoltre restituire il decoder (comprensivo di telecomando, presa di corrente, cavo scart e cavo telefonico), oltre alla Smart Card al fine di non pagare la relativa penale. Proprio per questo motivo, è consigliabile richiedere la ricevuta di avvenuta consegna.

Come fare lo Scacco Matto del Barbiere?

Lo Scacco Matto del Barbiere è senza alcun dubbio lo scacco matto più veloce degli scacchi. Conta infatti di sole 7 mosse totali e può durare poco meno di un minuto.

Certamente lo Scacco Matto del Barbiere non potrà essere effettuato su un giocatore professionista, che saprà a memoria le dinamiche di questa mossa.

Però, se volete divertirvi a fare scacco matto a un vostro amico che non ha molta dimestichezza con gli scacchi, lo Scacco Matto del Barbiere rappresenta la soluzione ideale. Guardate la sua faccia quando gli annuncerete con soddisfazione: “Scacco Matto”, dichiarando così chiusa la partita a vostro favore.

Presumendo che voi giochiate con i b(e quindi iniziate per primo di diritto), elenchiamo le mosse e poi andiamo a spiegare:

1) e2-e4;

2) e7-e5;

3) f1-b5;

4) b8-c6;

5) d1-f3;

6) d7-d6;

7) f3xf7: scacco matto.

Ovviamente lo Scacco Matto del Barbiere può essere effettuato solo se il giocatore avversario risulta sprovveduto e non si avvede del pericolo. Andiamo a vedere le mosse nel dettaglio.

1) e2-e3: muoviamo il pedone di Re di una casella, sbloccando così il movimento dell’Alfiere in f1 e della Regina in d1; l’avversario, con ogni probabilità, farà la stessa mossa;

3) spostando l’alfiere (f1) in b5, terremo sotto scacco la casa f7, che è la casa chiave in per potere effettuare lo Scacco Matto del Barbiere. Per far sì che ciò accada, dunque, dovremo sperare che il nostro avversario non muova il suo pedone di Alfiere. L’avversario può muovere un altro pedone, oppure, come abbiamo immaginato noi, il cavallo in b8;

5) a questo punto dovremo muovere la Regina e posizionarla davanti al nostro pedone di alfiere. Come possiamo ben vedere sia l’Alfiere sia la Regina “tengono d’occhio” la casella f7, proponendo un attacco mirato. A questo punto se il giocatore se ne accorge, muoverà il pedone f7 o si difenderà dall’attacco precoce del suo avversario, muovendo ad esempio l’altro cavallo in f6 e coprendo il pedone chiave, altrimenti agirà con un’altra mossa, tanto stupida quanto inutile perché si lascerà scoperto un fianco in cui noi andremo a colpire…

7) … mangiando il pedone avversario in f7 con la Regina e dichiarando scacco matto. Attenzione! Lo scacco matto si può ottenere solo con la Regina: non deve essere mai l’Alfiere a mangiare il pedone in f7, altrimenti si darà al Re avversario la possibilità di muoversi.

Ecco come fare lo Scacco Matto del Barbiere.

 

Come curare il bonsai quando sono in vacanza?

Il bonsai ha bisogno di cure costanti: ricordiamoci che dobbiamo tutelare la salvaguardia di un albero in miniatura, una piccola vita insomma, e come ogni vita, ha bisogno di cure quotidiane e continue.

Come curare il bonsai quando siamo in vacanza? Beh, come per tutte le piante, è necessario che anche il bonsai necessiti di una cura costante, soprattutto d’estate, quando il sole è molto caldo e la terra può necessitare di maggiore acqua.

Solitamente la cura del bonsai quando siamo in vacanza si può effettuare attraverso il semplice innaffiamento, azione che può praticare tranquillamente anche chi non dispone del classico pollice verde.

Quindi, se abbiamo amici che restano a casa nello stesso periodo in cui noi siamo in vacanza, chiederemo a loro il favore di curarlo mentre siamo via. Certo, potrebbero anche risponderci di no, oppure non avere nessuna persona disponibile in quel periodo: in questo caso potrebbero essere due le soluzioni.

La prima consiste nell’affidarsi a un sistema di irrigazione automatico (da testare assolutamente prima di partire), ma è un metodo che può comportare qualche rischio: e se il sistema s’inceppa? Se denuncia problemi di malfunzionamento? Mica possiamo stare in pensiero durante tutta la nostra vacanza, altrimenti… che vacanza sarebbe?

La seconda soluzione (un po’ più costosa) consiste nel portare il nostro bonsai a una “pensione” apposita, dove il personale avrà cura del vostro albero in miniatura e ve lo restituirà alla fine della vostra vacanza in perfetta salute e, forse, anche più bello e rigoglioso di come lo avevate lasciato.

Le “pensioni per bonsai“, infatti, hanno come scopo anche quello di curare determinati problemi “di salute” del bonsai stesso, proprio come fanno i veterinari per gli animali.

Certo, questa soluzione può essere un po’ più difficile rispetto alla prima, ma se abitate soprattutto in grandi centri cittadini, non sarà difficile trovare dei posti specializzati che si occuperanno del vostro bonsai a una modica spesa.